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Come nasce un amore

In questa casa io sono il membro più anziano in ordine di permanenza. La mia storia è simile a quella di tanti cani fortunati che sono stati scelti non solo per la razza a cui appartengono ma anche per le loro attitudini. Io ho avuto la fortuna di essere scelta dalla mia bipede quasi cinque anni fa, e da allora siamo diventate come pane e marmellata, burro e alici, culo e camicia. Tutte cose ottime da sgranocchiare!

Sono nata nella campagna Bergamasca nel luglio 2010 da Toby e Rendy, due Border Collie che di mestiere facevano i muccari.

Border colie

Rendy e Toby in versione “Casa Vianello”

 

Avevo da poco aperto i miei meravigliosi occhietti blu il giorno che la bipede venne a conoscermi. Ero un topolino mugugnoso in carne e in salute. La mia sorellina era stata scelta poche ore prima ed io ero l’ultima cucciola disponibile, si sa che nulla avviene mai per caso.

cucciolo border collie

Quel giorno fui battezzata Frida, come omaggio alla pittrice Messicana. La bipede ancora non poteva sapere che anche senza tavolozza e pennello ne avrei combinate di tutti i colori!

Nei due mesi a seguire io rimasi con la mia mamma, il mio papà e i miei fratellini. La prima volta che la bipede tornò a trovarmi fui l’unica tra i cuccioli che si alzò andandole incontro, per consolidare il nostro accordo di reciproco possesso. Le volte successive invece me la tirai un po’, ignorandola completamente. Non volevo si montasse troppo la testa e pensasse che io fossi una cagnolina troppo mammona!

Poi un giorno di settembre fui caricata in auto e separata dalla mia mamma e dai bipedi che mi avevano cresciuta. Piansi tantissimo e mi ribellai con tutte le mie forze, graffiando e mordendo la bipede come se fosse Satana finché le forze non mi abbandonarono e mi addormentai.

La vita nella mia nuova città e nella mia nuova casa era terribilmente diversa da come me l’aspettavo: collare, guinzaglio, cemento auto e palazzoni… non mi piaceva affatto e non riuscivo ad esprimere al meglio le mie potenzialità. Mi sfogavo in casa, distruggendo ogni cosa e facendo arrabbiare tantissimo la bipede. Mi guadagnai ben presto il soprannome di pattumiera, e davvero anche se mi sforzo non riesco a ricordare qualcosa di più o meno commestibile che non sia finito nel mio stomaco! Porte, ciabatte, cioccolato, pandoro, lingua bovina destinata al pranzo di capodanno, mestoli in legno, fazzoletti di carta, penne, cellulari…

Ma in realtà ero io ad essere arrabbiata con lei!!! I patti erano chiari: volevi un Border Collie, hai scelto me, io starò con te ma tu mi devi far divertire sennò divento una iena! Ci mise un po’ a recepire il messaggio ma alla fine si piegò alle mie volontà e finalmente iniziammo il nostro meraviglioso percorso assieme.

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Mi portava dappertutto! In montagna, al lago, al mare, in campagna… ero libera di correre e mangiare ogni pupù bovina o equina che trovavo! SLURP!

Poi finalmente, quando avevo già 3 anni, la bipede conobbe un addestratore per cani da conduzione del gregge… il coronamento del mio sogno! Mi portò a conoscere le pecore, che sparpagliai ovunque abbaiando come una matta, e cominciai finalmente a fare la pastoraia.

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Nel frattempo il cuore e le attenzioni della bipede iniziarono a doversi dividere con gli altri membri aggiunti della nostra magione. Era arrivato Jed, seguito da Dorotea e Penelope. Con Dorotea impiegai 6 mesi per andare d’accordo in quanto non ho mai avuto un buon rapporto con i felini… se fosse per me, li mangerei tutti! Mi considero un po’ vicentina nell’animo.

Mentre la famiglia si ingrandiva, si allargava anche la mia pancia. Dopo lunghe ricerche e grandi corteggiamenti, scelsi finalmente il maschio giusto per me. Si chiamava Dan ed era un gran latin lover.

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La mia silhouette impeccabile stava lasciando spazio ai cuccioli, che nacquero l’1 settembre 2014. Erano due, un maschietto ed una femminuccia.

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Il maschietto nacque con qualche problema e infatti lo scartai subito. La bipede però insisteva affinché mi prendessi cura anche di lui e così feci, ma tanto sapevo che non ce l’avrebbe fatta. La femminuccia invece era il diavolo della Tasmania fatto a cane! Urlava, continuava a strisciare qua e là, si arrampicava su di me, mangiava come un tricheco. Lei è Demetra che voi tutti conoscete ormai fin troppo bene.

Nonostante tutte le peripezie che si sono susseguite in questi anni non ho mai smesso di ricevere attenzioni speciali dalla mia bipede, ormai io e lei siamo inseparabili e ci vogliamo molto bene. Non so ancora cosa mi riserverà il futuro ma spero tante pecore, crocchette e corse pazze!

border collie

Frida

 

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La dieta ingiusta

Miao miei cari sudditi lettori.

Qui è la principessa di casa che vi parla. Dopo settimane di angherie e soprusi ho deciso di parlare e denunciare la disastrosa situazione che si sta presentando ai danni della vostra affezionatissima.

Dopo aver ricevuto dai bipedi l’infausto trattamento della chiusura delle sacre ovaie imperiali feline, ho preso qualche chiletto… niente di che a dirla tutta, a confronto con l’altra gatta di casa sono rimasta un figurino degno di Coco Chanel.

Ma questo non ha impedito ai due rintronati bipedi di casa di decidere per me la dieta che avrei dovuto seguire. Così in quattro e quattr’otto hanno iniziato a propinarci delle crocchette leggere dal sapore sublime, forse troppo!

Io che sono una vera signorina elegante educata e composta evito di avventarmi sulla ciotola per sbafarmi il contenuto in un nanosecondo con tanto di eruttazione finale di goduria, ma anzi mastico ogni delizioso bocconcino almeno trentatré volte e tra una boccata e l’altra mi pulisco bene le vibrisse.

L’altra felina di casa invece non fa così. No. Lei è una vergogna per la nostra specie superiormente elevata. Non bastava che familiarizzasse con i quadrupedi puzzolenti e concedesse la sua fiducia ad ogni bipede che entra nella reggia. No. Non bastava che mostrasse la sua regale pancia a destra e a manca vendendosi come una comunissima gattaccia scostumata. No. Doveva dare ancora una volta il meglio di sé a tavola. Penny è il decadimento sociale della specie felina!

penny

Implora la bipede come se non mangiasse da mesi e la stalkera finché la povera malcapitata non si decide a riempire la ciotola. A quel punto ci si fionda sopra e in pochi istanti spazzola tutto. E per tutto intendo anche la mia razione!!!

Quindi a questo punto io mio domando e chiedo: ma perché comprare un cibo leggero che dovrebbe giovare alla nostra affusolata linea quando la gatta-scrofa rimane grassa come un cinghiale (tanto da essersi guadagnata il nomignolo di Cicciopenny) e io invece patisco la fame?

Dory

 

Sono basita.

Qualcuno faccia qualcosa, sento che le forze mi stanno abbandonando assieme alla mia supremazia!

Dorotea

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Memorie di un cucco

Bau… bau… bau a tuuutti…

Avrete già sentito parlare di me. Io sono Jed, Jed il bello, Jed il cucco, Jedino, Jedeone. Io sono l’essenza del cane. Io sono il cane che tutti vorrebbero avere. Io sono il cane che non sa aprire le porte. Io sono il cane che fissa i muri. Io sono il cane che lecca in modo compulsivo per ore dituttoedipiù. Io sono il cane “vecchio” grazie al mio pelo grigio. Io sono il cane David Bowie per via del mio occhio di ghiaccio.

Peccato che David Bowie non abbia gli occhi diversi, ma solo una pupilla dilatata. Io ho gli occhi alla Jane Seymour, anche se questo confronto potrebbe togliermi un po’ di virilità. Quella poca che mi è rimasta da quando il caro buon vecchio Vet mi ha reciso le palline.

Vi ho mai raccontato come sono approdato in questo zoo? Ah no? Direi che è il caso di rimediare!

Era il lontano ma non troppo 2011, io all’epoca avevo un anno e mi divertivo a fare il galletto con le cagnoline della corte dove vivevo, nella campagna Bergamasca. Ogni tanto uscivo a far bisboccia con il mio amico Toby, il Border Collie braccio destro del mio padrone nonché padre di colei che di lì a poco sarebbe diventata la mia nuova padrona suprema: Frida. Con Frida da cucciolo avevo condiviso la cuccia, spiccavo leggermente nella “nidiata” tra tutti quei topini piccini picciò!

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Le giornate passavano all’insegna del divertimento, correvo come un pazzo di qua e di là, abbaiavo alle mucche e se l’euforia prendeva il sopravvento anziché aiutare il mio padrone a tenerle ferme nella stalla, le pinzavo e le agitavo. In pratica, vivevo in un perenne stato di sbronza colossale. Quando mi calava la stanchezza andavo dalla mia padrona bipede a farmi coccolare finché il mio pelo non diventava lucido e setoso.

Toby ipnotizza la mucca mentre io le faccio un piercing

Toby ipnotizza la mucca mentre io le faccio un piercing

Ero un cane felice, ma non ero un cane gestito. Per un po’ ti può piacere vive allo sbando ma prima o poi qualcosa va storto e tu sei costretto a darti una regolata. Quel momento è arrivato anche per me, nell’estate del 2011.

Il mio padrone e la mia padrona erano piuttosto preoccupati, non sapevo come fare per arginare il mio carattere che stava diventando sempre più prepotente e sempre più aggressivo. Ero nella fase balla-cattiva, per catalogarla in termini bipedeschi.

Così, parlando con i bipedi padroni di Frida – questi cagnari sono tutti amici tra loro – hanno deciso di affidarmi a loro, almeno per un po’, per vedere se con una guida più presente e costante io avrei iniziato a rigar dritto.

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Beh, non è che io ne fossi felice. Ero in un mix di sensazioni tra il furibondo, lo spaventato e il disorientato. Mi hanno caricato in auto e siamo partiti. Già allora il bipede non aveva una guida propriamente ortodossa, e dato che a parlare ancora non sono capace mi sono fatto sentire in un altro modo, ovvero vomitando ripetutamente nel trasportino. Quel viaggio è durato ore, ogni volta che l’auto ripartiva a me si girava lo stomaco – e lo giuro, quel giorno non avevo fatto aperitivo.

Una volta giunto a destinazione, mi hanno fatto scendere dall’abitacolo e mi sono trovato davanti un panorama insolito: auto? cose con 2 ruote e bipedi sopra? cani… cani! Cani??? Con la corda al collo??? Bipedi. Bipedi ovunque. Bipedi grandi, piccoli, grigi. Rumori, odori…

MA CHE OOOOOH COS’E’ QUESTO POSTO???

Io mica mi sono fidato eh, no nossignore! Col cavolo che mi rilasso in questo inferno! Appena i bipedi mi hanno lasciato libero in quello che poi scoprii essere il loro appartamento nonché la mia nuova casa, ho finalmente dato sollievo ai miei sfinteri. OOOOOOOOOOOOOOHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!

Di lì a poco è iniziata la mia vita cittadina, fatta di regole e di routine, cose da vecchi voi direte – e in effetti avete ragione. Ogni giorno cammino pavoneggiandomi accanto ai miei bipedi ricevendo miriadi di complimenti, qualcuno si ferma per domandare quanto sono vecchio, ma la stragrande maggioranza delle persone resta affascinata dal mio occhio bello bello in modo assurdo.

“Ma guarda! Ha un occhio per sorte! Come mai?” chiedono stupiti. “Sa signora, – risponde il mio bipede ganzo – due occhi azzurri costavano troppo!”

So’ troppo er più ficco!

Beato tra le cagne, in mezzo a Babù e Frida

Beato tra le cagne, in mezzo a Babù e Frida

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Stanchezza infinita!

Non potete immaginare quanto sia faticoso essere ridotte a fare 3 passeggiate al giorno e, per il resto della giornata, sorvegliare le due feline pazze – se hanno a disposizione un cartone il gioco è fatto – e la mia piccola peste. Le voglio bene eh, ma a volte è davvero una rompiscatole! Io però dall’alto dei miei 4 anni d’età ci gioco sempre volentieri, e quando mi è possibile mi dedico al caro vecchio nonnismo, rubandole i giochi e gli ossi che gustosamente rosicchia.

Prima di diventare mamma passavo molto più tempo con altri cani e spesso andavo anche a radunare le pecore, mi piaceva soprattutto perché facevo arrabbiare il bipede che si è innalzato a mio istruttore (tzé, illuso!). Adesso però, per ordine perentorio di non uno ma bensì due veterinari devo stare attenta a dove metto le zampe, per proteggere la mia piccolina da possibili malattie.

Eh, ai miei tempi! Quando ero l’unica indiscussa principessa di casa… quando la cuccia era solo mia, quando gli ossi erano una mia esclusiva e quando i bipedi non avevano occhi che per me… un po’ mi manca quel periodo.

Negli anni questo zoo chiamato curiosamente “casa” si è ampliato notevolmente, ma sono sempre riuscita ad ottenere un trattamento di favore, specie dalla bipede, infatuata di me manco fossi un biscotto ricoperto di cioccolato al latte!

Ma la verità è che io adoro la mia bipede, la amo sopra ad ogni cosa. Quando sono vicina a lei mi sento unica e speciale.

ATTENZIONE, E’ LA BIPEDE CHE STA SCRIVENDO SOTTO MIA BATTITURA E TEMO STIA SMIELENSANDO UN TANTINO QUESTO POST!!!

Ed ora, dopo aver passato la giornata a festeggiare il fratello della bipede (auguri fratellone!!!) e aver camminato tanto assieme a quel cucco di Jed e alla nostra mica Pera, mi riposo sul mio divano, accoccolata tra il poggiabracci e il deretano della bipede.

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Un sacco per due

Questa sera mi sono svegliata piena di energie, allora sono corsa a chiamare la mamma, che ha giocato un po’ con me ma poi si è stufata. Ho quindi invitato Jed, ma lui fa finta di voler giocare con me e invece poi mi ringhia – cattivone! Dorotea la escludo a priori, quella ha la puzza sotto al naso.

Così ho trotterellato baldanzosa fino in cucina, dove ho trovato una cosa bellissima!!!

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Il sacchetto di carta mi aspettava per giocare assieme e fare tanto rumore – il rumore piace tanto alla bipede, specie quando ha il mal di testa. Dopo averlo acciuffato un paio di volte però , qualcosa è accaduto: ha preso vita! Mi sono un po’ spaventata ma non troppo, sono una cucciola curiosa e coraggiosa, io! Allora dopo aver indietreggiato per un istante, sono tornata sul luogo incantato e cosa ho scoperto? Che il sacchetto era animato da…

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… Penelope! Sììì la mia migliore amica mi stava aspettando! Che bello! Allora abbiamo giocato assieme, divise solo dal sacchetto. Lei mi faceva gli agguati da dentro, e io da fuori l’attaccavo ferocissimissimamente. Ovviamente anche la felina snob a quel punto voleva giocare con noi, ma noi abbiamo scoperto come nasconderci da lei!

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Ecco, visto? Siamo due supermegamaghe!

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Ora però vi lascio perché devo andare a tirare giù la tenda della scarpiera, anche questo piace tantissimo alla bipede – quanto amo la mia bipede!

Demetra

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La bibbia delle malefatte

E dopo esserci presentati, è ora di spiegare cosa ci fa tutto questo pelo su wordpress.

Siamo una squadra di 5 pelosi che un po’ per noia e un po’ per indole ne combiniamo di tutti i colori. A volte siamo anche bravi coccolosi e tranquilli, ma questo a voi non vi deve interessare.

I due bipedi che vivono con noi si divertono sempre alle nostre spalle raccontando le nostre vicende, e noi abbiamo deciso di ribellarci al sistema e raccontare da soli la nostra storia!

Frida&Jed&Dorotea&Penelope&Demetra